Diario di Bordo

Published on marzo 23rd, 2018 | by francoligas

Se la conferma di Gigi Di Biagio è legata ai risultati di una serie di partite amichevoli non chiediamo di vedere in campo la nazionale del futuro.

“Il mio diario di bordo”…a parole vogliono la rivoluzione ma i fatti sono ben altri: è difficile avere idee nuove e sopratutto utili per risolvere una piccola parte dei problemi che affliggono il nostro calcio. Tradotto in soldoni si continuerà a navigare a vista.
La sa benissimo Gigi Di Biagio che oggi a Manchester contro Messi manderà in campo il solito compromeso dove le giovani novità non esistono di fatto, non possono essere considerate vere novità Rugani, Spinazzola e tanto meno può esserlo considerato il vicePirlo eterno cioè Verratti.

La scelta del commissario tecnico pro tempore è condivisibile, se vuole essere lui a rilanciare il nostro calcio verso gli europei 2020 deve vincere e convincere.
In questa ottica va benissimo la conferma di Gigi Buffon e non solo perché “HO SEMPRE AVUTO UN RUOLO POSITIVO, AGGREGANTE” come ha ricordato ieri.
So benissimo che i sostenitori del “nuovo a prescindere” la sua presenza la considerano dannosa perché punitiva per chi deve difendere il pezzo di prato.
Se potessero decidere i giornalisti/procuratori e i tifosi sarebbero perlomeno 5/6 i portieri in grado di riportare in auge la nostra nazionale ma non è vero e non è così che funziona.
Per non parlare degli esterni difensivi od offensivi o ancora delle punte, il tentativo di fare carte false per sostituire Immobile con Balotelli lo vediamo tutti i giorni. Capisco che sì agiti Mino Raiola ma che accada anche per i sostenitori della rivoluzione a tutti i costi è un controsenso.

Ho letto che Gigi Di Biagio non avrebbe lo spessore per occupare il ruolo che è stato di Marcello Lippi(l’ultimo campione del mondo) perché sarebbe solo il clone di Ventura.
È quanto ha detto nei giorni scorsi il procuratore di Balotelli senza scandalizzare nessuno. Di Biagio conosce molto bene, come Valcareggi, Bearzot, Vicini, Maldini, la macchina da guerra federale.

Chi ha un minimo di memoria storica sa che fino al preSacchi il commissari tecnico era un predestinato a raccogliere l’eredità di chi lo aveva preceduto. Con un grande risparmio per la nostra Federcalcio.
Buona partita a tutte/i.

 

ha collaborato Francesco Demeco

 


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