Diario di Bordo

Published on marzo 14th, 2018 | by francoligas

75 anni e sentirne 50 questa è la nuova sfida di Lamberto Boranga

“Il mio diario di bordo…Lamberto Boranga non smette mai di stupire: il classe 1942, medico di professione è pronto a rientrare in campo con la Marottese, formazione di Terza Categoria marchigiana. A 75 anni, ma il record è dell’ottantaduenne Tano Zunini, la sua passione per il calcio arde ancora e il fisico risponde presente, tanto da permettergli di rientrare in campo. Ha scelto la Marottese, squadra in cui iniziò poco più che quindicenne a fine anni ’50, sotto falso nome perché non aveva ancora l’età minima di 16 anni per giocare”.

Questa notizia, ripresa da Eurosport, sorprende solo fine ad un certo punto perché Lamberto non aveva mai smesso di giocare. Lo ricordo benissimo sgambettare con le “Glorie Viola”, con la Fiorentina debuttò negli anni ’60, ma anche con la maglia del Perugia.
L’ultima volta lo incontrai a Perugia in occasione del trofeo Pazzagli, giocò in mezzo al campo, scappò una prima volta perché lo aspettava un paziente e subito dopo riprese a giocare e del Cesena.
Credo che tutta la sua vita è scandita dal rispetto per la sua professione e l’immancabile partita calcistica. È stato per tanto tempo il leader della nazionale italiana dei medici. Per le tantissime cose che ha fatte la sua giornata era sicuramente di 36 ore. È da 36 ore erano quelle della sua famiglia, coinvolta in pieno dal suo attivismo. Magari sorprende che stavolta voglia ripartire dalla porta, il suo desiderio più forte sarebbe respingere un altro calcio di rigore.

Non solo calcio perché Lamberto per anni ha lavorato a stretta contatto con il mondo del pugilato anche perché a Perugia si allenavano pugili del valore di campioni del mondo come Gianfranco Rosi e Giovanni Parisi. Dell’oro olimpico di Seul seguì anche la trasferta di Las Vegas dove doveva affrontare Julio Cesar Chavez. Fu come andare a Roma e non vedere il Papa perché Don King, procuratore ed organizzatore di buona parte della carriera del fuoriclasse messicano, sul ring del Caesar Palace non voleva nessuno se non il maestro Bocciolini.
Don King non faceva sconti per nessuno, tanto meno a Giovannj Parisi e al suo medico.
Mentre al campione del mondo tutto era possibile, per gli inni c’erano sul ring due chitarristi messicani e con loro anche il giovanissimo figlio Julio Caesar Chavez jr, quello che poi nel tempo conquistò il titolo di campione del mondo dei medi WBC.

Nella Marottese sarà la balia, darà ordine alla difesa e respingerà il calcio di rigore assegnato dall’arbitro. Lamberto non si muove per niente, anche perché Din King è stato avvistato a Miami.

 

 

 

 


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