Diario di Bordo

Published on giugno 27th, 2018 | by francoligas

Perché chiamarlo nano anziché gigante?

“Il mio diario di bordo”…in verità il recupero quasi miracoloso di Messi e dell’Argentina lo considero un valore aggiunto a questo mondiale russo che fino ad ieri ha rischiato di implodere per colpa di risultati decisi all’ultimo secondo e da un var che presenta alcune lacune dovute alle troppe interpretazioni arbitrali.
Il mondiale ha confermato che buona parte dei giocatori ci arrivano stanchi perché giocano troppo, soprattutto in Europa. Esclusi pochi casi la crisi colpisce anche i fuoriclasse, la gamba del giocatore africano o asiatico compensa la tecnica dei latini come spiegherà bene nel suo commento, qui sotto, su Nigeria e Argentina l’attento e preciso Francesco Demeco
⚽️Molti la davano per eliminata, ma l’Argentina batte la Nigeria e passa come seconda,
nel suo girone, dietro la Croazia.
Messi era stato messo sul banco degli imputati dopo il rigore sbagliato e prestazioni non all’altezza della sua fama.

Contro la Nigeria, il numero 10 ha segnato il primo goal in questo campionato del Mondo, ma quanta sofferenza per ottenere il passaggio del turno.
L’albiceleste non sembra avere un’identità di gioco, tende a giocare orizzontalmente in attesa del movimento e della giocata del fuoriclasse per far saltare gli equilibri in campo.

Non so dove potrà arrivare questa squadra, la prossima avversaria sarà la Francia dei giovani che avanzano, Dembele, M’bappè, Pogba, ma questa vittoria darà sicuramente più serenità e maggior sicurezza alla squadra di Sampaoli.
Gli scettici si dovranno ricredere, ma gli esami per questa squadra non sono ancora finiti, e sono sicuro che anche il vero Mondiale di Messi è iniziato con la prestazione contro la Nigeria…⚽️

Il mondiale russo ha confermato che l’anarchia comportamentale di Diego Armando Maradona è arrivata a livelli inimmaginabili. Soffre come pochi le debolezze della sua nazionale e lo dimostra a pelle ma di fronte ad una vittoria quasi irraggiungibile i suoi freni inibitori saltano trasformandolo nella caricatura del fuoriclasse riconosciuto da tutte/i.

Come spesso succede, in troppi si sono fermati subito a separare il valore dell’uomo, spesso borderline, con quello del calciatore, unico con Pelé, e hanno sbagliato.
Con gli eccessi mai giustificabili c’è anche un uomo generoso, umile con i deboli e severissimo con i potenti. Una qualità che hanno pochi, Maradona non è mai salito sul carro dei Blatter e simili e ha sempre pagato di persona. Peccato che la cocaina lo abbia brutalmente trasformato.


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