Diario di Bordo

Published on giugno 24th, 2018 | by francoligas

Il mito è Mennea, di lui ho solo migliorato il record

“Il mio diario di bordo”…l’atletica leggera è la regina degli stadi di tutto il mondo, anche se in Italia la situazione è quasi drammatica. Nei nostri stadi é quasi scomparsa, non ha né regina e né re ma, all’orizzonte, è spuntato un principe:Filippo Tortu, un cognome chiaramente sardo come lo è anche la sua anima.

OGGI I TITOLI SONO TUTTI PER LUI COME LE INTERVISTE E HA DIMOSTRATO IMMEDIATAMENTE DI NON VOLER CADERE NELLE TRAPPOLE DI QUEL GIORNALISMO CHE VA ALLA RICERCA DI IPERBOLE DA USARE E CONSUMARE SUBITO.
TORTU IO UN FENOMENO? Il record è mio ma Mennea resta il mito
Resto concentrato sugli Europei, nei 100 può succedere di tutto

BRAVO! HA BRUCIATO SUL TEMPO ANCHE QUELLE DOMANDE INSIDIOSE E SCONTATE SU PIETRO MENNEA E IL SUO RECORD ANTICO DA .
IL VELOCISTA DI BARLETTA È IL MITO E NESSUNO POTRÀ MAI OSCURARLO, COME PIETRO NON POTEVA FARLO NEI CONFRONTI DI LIVIO BERRUTI, ORO E RECORD DEI 200 A ROMA 1960.
Tortu ha tutto per insidiarli ma saranno solo il tempo e i risultati a stabilirlo.
LIVIO PIETRO E FILIPPO SONO TRE FACCE DELLA NOSTRA VELOCITÀ CHE OGNI TANTO SI ECLISSA PER POI FAR SBOCCIARE UNA GEMMA. DUE CAMPIONISSIMI ED UN GIOVANE CHE CORRONO SU QUELLA STESSA CORSIA CHE PORTA ALLA FAMA. MA QUANTE DIFFERENZE FRA LORO.

LIVIO ERA TIMIDO, QUASI SNOB, QUANDO CONTAVA SOLO IL TALENTO NATURALE E TRE GIORNI ALLA SETTIMANA IN PISTA PER PRIMEGGIARE.
PIETRO ERA UN VULCANO DI IDEE, DI RABBIA E DI ORGOGLIO. ERA CONSAPEVOLE CHE IL SUO TALENTO NON ERA SUFFICIENTE PER PIEGARE ATLETI ABITUATI A VINCERE E CRESCIUTI IN UN AMBIENTE VINCENTE.
HA TRASFORMATO IL SUO IMPEGNO SPORTIVO IN UN LAVORO, ADDIRITTURA MASSACRANTE. NELLA SOLITUDINE MA CON IL SOSTEGNO DI CARLO VITTORI HA TROVATO E CERCATO IL SUO OBIETTIVO MASSIMO: DIVENTARE NUMERO 1.
QUELLO MORALE E INTELLETTUALE LO HA INSEGUITO FINO ALLA MORTE.

FILIPPO HA APPENA VENT’ANNI, TANTI PER SAPERE SE, IL RAGAZZO SARDO TUTTO D’UN PEZZO, È PARTITO ALLA GRANDE. LA SUA STAGIONE È STATA UN CRESCENDO QUASI ROSSINIANO E L’AVER SUPERATO IL MURO DEI 10′ È SOLO UN AVVISO AI NAVIGANTI. ABBIAMO TROVATO L’EREDE DI LIVIO E PIETRO.

SI ALLENA CON IL PADRE/ALLENATORE E CREDE NEL LAVORO COME MENNEA E BERRUTI. CON LA SEMPLICITÀ DI CHI PIACE ALLA GENTE CHE PIACE: SORRIDE.


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