Francamente vostro

Published on maggio 16th, 2018 | by francoligas

Vuol vincere subito fra due anni

“Francamente vostro”…io sto con Roberto Mancini commissario tecnico del nostro calcio di oggi e del nostro futuro.
Sto con Roberto Mancini da quando l’allora presidente del CONI e commissario della Federcalcio decise di liberarlo dai lacci e laccioli di una legislazione, allora, senza ne capo e ne coda.
Erano gli anni in cui un allenatore esonerato all’estero poteva rientrare come un trionfatore in Italia e sostituire un collega appena licenziato mentre, il giovane Mancini, era solo un aspirante allenatore come lo erano i vice di quegli anni, senza N contratto da professionisti..
L’allora presidente dell’associazione allenatori, Azeglio Vicini, contestò la decisione si Petrucci e, a Coverciano, mi riprese, bonariamente, perché l’avevo condivisa.
Ai suoi occhi ero un eretico ma da quel giorno molto cambiò, in meglio, per gli allenatori e i loro staff.

Roberto Mancini era, in qualche modo, trapattoniano perché le partitella erano il suo piatto forte quotidiano e si autoconvocava immancabilmente. Era un bel vedere per le giovani promesse ed anche per gli esperti. Era un bel vedere perché erano gli anni felici perché noi tutti, tifosi e giornalisti, seguivamo numerosi gli allenamenti.

Roberto Mancini era un giocatore/allenatore e mi ricordo con quale frequenza interrompeva gli allenamenti di Sven Goqran Eriksson per suggerire i suoi correttivi. Il tecnico svedese accettava questi interventi considerandoli interessanti e anche utili.
Mancini amava il dialogo e questo metodo lo ha portato avanti come allenatore.
Non aveva paura del dialogo anche forte con i suoi giocatori perché non era, e mi auguro che non lo sia ancora, permaloso. Imponeva le sue idee ma, non essendo un integralista, era disposto ad accettare le altrui.
Permaloso lo è sempre stato ma con i giornalisti, anni fa discusse con un collega della nostra redazione e da quel giorno si negò a tutti. Nemmeno lui è perfetto.

Lo ritengo il prototipo dell’allenatore/selezionatore indispensabile per far ripartire la nostra ridotta-male nazionale, si deve ricordare che l’Italia è di tutte/i e che in troppi non ne vogliono più parlare. Il nostro calcio è maledettamente diviso dalle rivalità fra le tifoserie, esiste, addirittura, il tifoso della nazionale che rivaleggia con quello dei club.
Non so perché e per come ma questa è la realtà, ci vuole una robusta operazione simpatia, la prima cosa da fare è riaprire i raduni azzurri ai tifosi tutti e non solo agli amici degli sponsor. Coverciano non deve essere invasa dai nidi di vespe ma nemmeno sembrare una cattedrale nel deserto.

Roberto Mancini ha promesso una nuova “era dell’oro” per il nostro povero di talenti calcio italiano e il rilancio di Balotelli.
L’ultimo a provarci è stato Cesare Prandelli, con il Balo leader sfiorò il titolo europeo e franò ai successivi mondiali.
Troppo giovane, ribelle e refrattario all’ordine sparso per diventare un leader ma sembra che da quando sente parlare francese è cambiato in meglio.
Allons les enfant de l’Italie.

Ha collaborato Francesco Demeco


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