Diario di Bordo

Published on aprile 13th, 2018 | by francoligas

L’informazione e i pugili italiani è lo strano mistero

“Il mio diario di bordo”…va alla ricerca di mari meno perigliosi del calcio fiorentino approdando su quelli pugilistici. La strada o meglio l’oceano da solcare è lontano per raggiungere il Giappone dove il 15 aprile il nostro Emanuele Blandamura è pronto per affrontare Ryota Murata nel Mondiale WBA dei pesi mesi: sul ring di Yokohama (Giappone) si sfideranno per la cintura mondiale di una categoria fra le più prestigiose.

Un servizio legato a questo incontro ha scosso Leonardo Pisani, tranquillo e ottimo raccontatore anche di cose pugilistiche, sopratutto quando scrive della sua Lucania e Blandamura è lucano.
Questo suo legittimo sdegno, che leggerete in coda al mio dario, mi aiuta a chiedermi più che a spiegare come è finita l’informazione pugilistica nel nostro paese.
È chiaro che in prossimità dell’evento anche altri, pochi, quotidiani hanno parlato dell’evento e di Blandamura.
Lo hanno presentato come se fosse arrivato da Marte, questa sfida mondiale li ha evidentemente sorpresi, si parla più dell’uomo che del pugile. Nell’immaginario lo si vede sbarcare a Tokyo con la valigia di cartone; se anche fosse vorrei ricordare che questa sorte capitò anche a Gianfranco Rosi negli Stati Uniti e a Patrizio Sumbu Kalambay in Inghilterra e con risultati straordinari. Anzi fa buono.

Lo hanno presentato come un signor nessuno catapultato i Giappone per chissà quali misteriosi inghippi, ha fatto bene Alessandro Duran a difendere questo suo diritto ma non si possono nemmeno buttare in mare le perplessità burocratiche di alcuni appassionati. Che i nostri pugili spesso vengano utilizzati per rilanciare sigle o pugili protetti da organizzazioni internazionali è vero. Non da oggi, fare oggi le verginelle non serve.
Proprio in Giappone nel 2011 per testare il neo campione del mondo dei superpiuma wbc Takahiro Ao venne invitato Devis Boschiero. Il nostro pugile fu derubato del titolo perché non doveva disturbare il conducente.
D’altronde se il pugile italiano vuole guadagnare una giusta borsa deve andare all’estero con la consapevolezza che ci siano solo ostacoli per conquistare il titolo.

Da campione europeo ha il diritto di combattere per il titolo, non essendo lo sfidante ufficiale sfrutta il diritto del campione di scegliersi l’avversario.
Come Giovanni De Carolis potrebbe smentire le pessimistiche previsioni e abbiamo tutti il diritto/dovere di sostenerlo.

Ritornando al titolo di questo mio articolo, di questa sfida ha parlato soprattutto lo stesso pugile su Facebook in rima e in prosa.
Se l’evento è suo per voi è giusto che lo promuova lui stesso?
Chi fa da se fa per tre dice il saggio e Blandamura non ha lesinato la tastiera per svegliare gli appassionati e soprattutto, sui social, ci ha messo la faccia.
Non so se succede anche in oltre paesi, Lo Greco lo fa dagli Stati Uniti, ma in Italia si, i più solleciti nella promozione “fai da te” sono proprio Emanuele Blandamura e Fabio Turchi.
Forza Emanuele è un onore suonarsela e cantarsela. Noi stiamo con te.

http://leonardopisani.blogspot.it/2016/03/emanuele-blandamura-il-sioux-lucano.html


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