Il Venerdì Grasso

Published on marzo 30th, 2018 | by francoligas

Tyrrel Biggs l’avrei affrontato anche a casa sua

“IL VENERDÌ GRASSO”…aver visto l’altro giorno, in un social, le immagini di Francesco Damiani neo campione del mondo dei massimi WBO e letti i numerosi messaggi degli appassionati arrivatigli mi sono deciso a rivisitare in due/tre volte la carriera del gigante buono di Bagnacavallo.
Il mio non vuole e non può essere una sorta di vademecum delle sue imprese ma ha solo il desiderio di fissare i punti chiave della sua cattura, a cominciare da quella dilettantistica.

Il suo 110 e lode con bacio accademico è stato aver battuto ai punti il fuoriclasse cubano Teofilo Stevenson ma l’uomo che, in maniera più o meno evidente, lo condizionò fino a sognarselo di giorno e notte fu Tyrrel Biggs.
A Monaco, mondiali dilettanti 1982, un verdetto di parte consentì al pugile americano di conquistare la medaglia d’oro. Un furto che gli rimase nel gozzo ma lo condizionò a tal punto da mancare a Los Angeles 1948 l’oro olimpico, sempre contro l’americano.

È con quei presupposti fu normale che, conquistato l’europeo ad Aosta contro il gigantesco Eklung, mettesse subito nel suo radar proprio Biggs.
Una volta mi disse:”era tanta la voglia di incontrarlo che sarei andato anche in America, in casa sua o in capo al mondo ma Umberto Branchini (il manager) l’ho organizzo al Palatrussardi di Milano. Fu un successo di pubblico e anche quello televisivo di Italia 1 non scherzò.

Per “Checco” Damiani si presentò l’occasione per il titolo mondiale versione WBO.
A salire verso Siracusa fu il campione Du Ploy.
Damiani conquistò il titolo vincendo per ko alla terza ripresa ma non si dimostrò facile.
Il sudafricano face male ed era molto aggressivo: “non pensavo di trovarmi davanti un avversario così scorbutico con due mani pesanti. Me lo avevano presentato diversamente, la differenza la fecero la mia integrità fisica e le mie combinazioni.
A cinque anni dal debutto al professionismo avevo conquistato quel titolo mondiale solo secondo a quello conquistato nel 1933 da Primo Carnera”.

Nella prossima puntata vi racconterò perché non si fece Tyson/Damiani.

 


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