Il Venerdì Grasso

Published on marzo 20th, 2018 | by francoligas

20mila vocaboli per affermare che il tutto è il contrario di tutto

“IL VENERDÌ GRASSO”…se avete tanto tempo libero leggetevi un dizionario dei Sinonimi e dei Contrari. Vi scoprirete più di 20 mila voci e vi spiegherete perché noi italiani siamo prima di tutto dei bastian contrari e poi, ma molto poi, coerenti.
La nostra battaglia personale inizia con i titoli dei giornali o dei Tg, vere e proprie calamite per catturare lettori e/o telespettatori.

Non sorprende se l’iperbole naviga sul Motomondiale dove la Ducati e Dovizioso vincono la prima di 19 GP in giro al mondo.
Il suo contrario è il tennis dove non viene festeggiato il vincitore(Del Potro) ma bastonato lo sconfitto(Federer) e chi se ne frega se non è più giovanissimo, che è il numero 1 del mondo e vuole ancora migliorare i suoi primati mondiali.

Anche Buffon è alla ricerca di primati ma la sua legittima aspirazione si scontra con l’italica abitudine di stroncare chi è abituato a vincere troppo e per tanto tempo.
Il”gelo” fra lui e Di Biagio è anche quello che esiste con la società bianconera e il suo tecnico: nessuno ha il coraggio di “ringraziarlo” per quello che ha fatto in bianconero ma nemmeno lo considera insostituibile.

Come verrà trattato Gigi Di Biagio? Il nostro commissario ad interim ancora ieri ha ricordato di non essere, con i numeri, un inesperto tecnico mentre il vice commissario
Costacurta si coccola le tre figurine di Conte, Ancelotti e Mancini.
Se l’Italia dovesse, nei prossimi giorni, fare bingo contro Argentina e Inghilterra i contrari si gaseranno assai. E Costacurta cosa farà?

Su Facebook c’è stato un confronto indiretto fra Sconcerti e un tifoso viola.
Quello che è considerato, ed è così, una prima penna del nostro giornalismo sportivo a domanda ha spiegato che la Fiorentina ha bisogno di 4/5 giocatori importanti.
“Grazie al piffero” ha risposto il tifoso viola che da anni critica la politica del “meno, dei Della Valle.
Mario Sconcerti è il mago dei sinonimi e dei contrari, lo dimostrò quando, in piena crisi Cecchi Gori, da giornalista si trasformò in direttore generale viola e ancora giornalista.

 

Ha collaborato Francesco Demeco


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