Calcio

Published on marzo 8th, 2018 | by francoligas

I brividi, le paure e i ricordi juventini di Londra e Santa Croce

La Juventus ha vinto a Londra brava Juventus. E via una teoria lunghissima di iperbole e ipocrisie per dimostrare il tutto è il contrario di tutto.
Ogni tanto diciamoci la verità: in avvio e in tutto il primo tempo la Juventus è stata presa a pallate dando l’impressione di chiudere in maniera umiliante la Champion’s 2016/17. Erano i momenti in cui gli inglesi arrivavano sempre prima dei bianconeri e ripartire non era facile.
Nel secondo tempo, i ragazzi di Allegri sono entrati in campo con un piglio diverso, l’esperienza in queste gare è fondamentale, ed i bianconeri sono sicuramente più abituati a vincere e disputare partite importanti.
Inoltre, se ci metti anche i cambi dell’allenatore, che hanno cambiato il volto alla squadra e in campo hai giocatori come Higuain e Dybala, tutto diventa più facile…
Nel primo tempo Barzagli era in difficoltà, ma con la sua esperienza è riuscito a limitare i danni, quando poi Allegri lo ha spostato centrale togliendo Benatia e inserendo Licsteiner (lo svizzero ha dimostrato di essere più veloce e dinamico), allora si che per il Tottenham sono stati tempi duri…
Con l’uscita di Maduidi e l’ingresso di Assamoah, Allegri ha ridisegnato la squadra e i ragazzi di Pochettino non hanno capito più molto.
Higuain ha pareggiato su cross di Licsteiner con una zampata in area di rigore, e dopo pochi minuti si è inventato una giocata per Dybala che, solo davanti al portiere, non ha potuto far altro che segnare il 2-1.
Come detto prima, in queste partite fanno la differenza i campioni, ma soprattutto l’esperienza e la storia della società.
La Juventus è una società abituata a vincere, soprattutto in Italia, ma non sembra attrezzata per puntare un’altra volta la finale in Champion’s. Ne è convinto lo stesso Allegri che, per superare lo scoglio Tottenham, ha fatto un sano catenaccio contando come è successo del primo cedimento atletico degli avversari.
Questa Juventus attraversa un momento delicato della stagione perché colpita da infortuni importanti e fa fatica a recuperare il miglior Dybala.

Prima della partita c’è stato un minuto di silenzio in memoria di Davide Astori, un silenzio totale e commovente.
Lo stesso silenzio è stato rispettato dalle migliaia di persone che stamattina hanno atteso l’arrivo delle spoglia del giocatore e interrotto, con applausi, solo dall’arrivo dei giocatori bianconeri e dall’ingresso nella chiesa della bara. Se non rischiassi d’eddere blasfemo questo è stato il primo miracolo di Davide.

Per molti Astori era anche il compagno in nazionale ma soprattutto una Persona con la P maiuscola. Il suo IMPEGNO sul SOCIALE non era di maniera come il RISPETTO altrui e la GENEROSITÀ, tre tratti fondamentali della sua vita personale e da calciatore bravo e famoso.
Spesso la cronaca, con la morte, ha esaltato persone che sostanzialmente non erano e non potevano essere un esempio positivo, Davide lo è stato, lo è e lo sarà.

 

ha collaborato Francesco Demeco


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